venerdì 28 novembre 2014

IL SENSO DELLA LETTURA, CAMPO E CONTROCAMPO

La calssificazione delle inquadrature in campi e piani che abbiamo visto nei post precedenti ha uno scopo solo teorico ed astratto.
Nella realizzazione di uno storyboard, l'obiettivo fondamentale è in primis quello di trovare sempre l'inquadratura più semplice e funzionale al divenire del racconto in modo da rispettare e coinvolgere lo spettatore.
Ci sono quindi una serie di inquadrature che si possono definire tipiche, attraverso le quali lo spettatore si sente a suo agio perché le percepisce in modo naturale.
Allo stesso modo, ci sono delle inquadrature che si possono definire strane, queste inquadrature, ancor prima che essere ricondotte ad una scelta stilistica, possono avere un valore semantico, in quanto cercano di provocare un certo distacco dagli avvenimenti raccontati e stimolare un giudizio da parte dello spettatore oppure all'opposto far partecipare all'evento raccontato con un'adesione emotiva maggiore.

Prima di approfondire questo argomento con degli esempi, introduciamo alcune consuetudini tipiche nell'utilizzo delle inquadrature.

In occidente il senso della lettura di un testo va da sinistra a destra, allo stesso modo nella rappresentazione di una scena; quando, ad esempio, un personaggio si sta recando in un posto, questo si muoverà da sinistra a destra. Mentre quando un personaggio sta ritornando da un posto, il soggetto si muoverà da destra a sinistra.
Allo stesso modo in una scena dove si contrappongono due personaggi, tipicamente, il buono ed il cattivo, il buono procederà da sinistra a destra ed il cattivo da destra a sinistra.
   

 
Un esempio lampante su come si sviluppa il senso della lettura in un film è il film di animazione Kung fu Panda. Il protagonista, il panda Po si muove fin dall'inizio da sinistra a destra, mentre il cattivo Tai-Lung, da destra a sinistra. Entrando ancora più nel dettaglio, la scena del combattimento tra Tigre e Tai-Lung sul ponte, vede il primo muoversi da sinistra a destra e il secondo da destra a sinistra.







Immaginiamo di inquadrare un personaggio che cammina da sinistra a destra, piazzando la macchina da presa all'altezza delle gambe; per mantenere la coerenza del senso della lettura della narrazione per immagini, le inquadrature da tergo, di profilo e da davanti risulteranno come nelle vignette 1,2,3 qui sotto.


La tecnica tipica per sviluppare una scena nella quale si svolge un dialogo tra due personaggi, prevede degli stacchi alternati dei primi piani dei protagonisti. La tecnica che viene utilizzata è il campo-controcampo, dove spesso si utilizzano inquadrature con un personaggio di quinta e uno più o meno frontale.
Il campo e controcampo sono due inquadrature corrispondenti che si alternano nel montaggio, se il campo è un primo piano anche il controcampo sarà un primo piano.
La gestione di un dialogo con il campo e controcampo è un tipico esempio di una situazione dove è opportuno rispettare alcuni accorgimenti per non incorrere nel rischio di disturbare la percezione dello svolgimento della storia da parte dello spettatore.
Per non correre il rischio di scavalcare il campo e quindi di rompere la continuità spazio temporale che è la percezione da parte dello spettatore che i personaggi stiano parlando tra loro nello stesso spazio e nello stesso tempo, è consigliabile tracciare una linea ideale che unisca i due personaggi, quindi tenere la macchina da presa virtuale al di qua o al di là della linea, agendo su uno spazio a 180°.
Tale linea viene definita linea di azione, una sorta di vetro che divide i due personaggi a metà, riprendendo i personaggi dallo stesso lato si avrà la garanzia che le inquadrature si potranno comporre generando sequenze coerenti con il principio del:
- raccordo degli sguardi: il personaggio a sinistra guarderà sempre a destra e il personaggio a destra guarderà sempre a sinistra.
- raccordo di posizione: il personaggio che sta a destra nel campo resterà a destra nel controcampo, mentre quello che sta a destra resterà a destra.
- e del raccordo di direzione, il personaggio che si muove da destra a sinistra nel campo continuerà a muoversi da destra a sinistra nel controcampo.


La tecnica del campo-controcampo è spesso realizzata utilizzando le inquadrature OTS (over the shoulder). La regola dei 180° permette di non scavalcare il campo evitando il rischio di dare allo spettatore la sensazione che il personaggio o l'oggetto inquadrato abbiano cambiato direzione.

lunedì 10 novembre 2014

L'INQUADRATURA, I PIANI: FIGURA INTERA, PIANO AMERICANO, PIANO MEDIO, MEZZO BUSTO, PRIMO PIANO, PRIMISSIMO PIANO, DETTAGLIO

Se per i campi l'inquadratura si riferisce allo spazio delimitato dalla macchina da presa, per i piani si riferisce alla porzione del corpo visibile.

Con riferimento ai piani, utilizzando la terminologia inglese, abbiamo:

  1. Close up shot o primo piano (P.P.): l'inquadratura comprende la testa e parte delle spalle del personaggio. Un buon riferimento per la realizzazione grafica di un P.P. (classico) è quello che vede la linea dell'orizzonte più o meno all'altezza del collo del soggetto inquadrato. Il P.P. viene utilizzato per evidenziare la psicologia del personaggio oppure nel corso di un dialogo tra due personaggi in campo e controcampo. Sulla base delle caratteristiche della scena e dello stile richiesto per la rappresentazione della storia, il close up può essere un primissimo piano (P.P.P.), in questo caso l'inquadratura ricomprende solo il volto del personaggio e talvolta solo gli occhi il naso e la bocca. 
  2. Medium shot o piano medio (P.M.): la figura è tagliata all'altezza della vita. Un altra inquadratura che rientra nella tipologia dei piani medi è il mezzo busto (M.B.), dove la figura è tagliata all'altezza del petto. In questa inquadratura la linea dell'orizzonte giace più o meno all'altezza delle braccia. Questa inquadratura può esser utilizzata per rappresentare l'interazione tra due personaggi evidenziando la relazione che si sta sviluppando tra loro.
  3. Wide shot o figura intera (F.I.): tipicamente la figura in piedi riempie più o meno tutta la lunghezza dell'inquadratura. la linea dell'orizzonte giace all'altezza delle ginocchia (poco sopra o poco sotto). Questa inquadratura è molto simile al campo medio. Analogamente il piano americano (P.A.) è un'inquadratura dove la figura è tagliata al ginocchio, di solito viene impiegata per mantenere le proporzioni tra le figure in scena, stando però più vicino ai personaggi rispetto per esempio alla F.I. o al C.M..


Di seguito uno schema per esemplificare tale classificazione:




close up shot sono inquadrati il volto e parte delle spalle dando vita ad un primo piano. Medium shot la figura è tagliata all'altezza della vita. Wide shot la figura è tagliata all'altezza delle ginocchia o appare in figura intera occupando più o meno tuitta l'inquadratura.




Esempi di piani:

Figura intera (F.I.)


F.I. tratto da Bluberry di Jean Giraud


F.I. tratto da Corto Maltese di Hugo Pratt









F.I. tratti da Ranxerox di Stefano Tmaburini e Tanino Liberatore




F.I. tratta da un rifacimento stilistico di Michey Mouse della prima ora


F.I. tratta da Blueberry Jean Giraud




Piano americano (P.A.)



P.A. tratto da Blueberry, la figura è "tagliata" all'altezza delle gionocchia poco sopra o poco sotto

P.A. tratto da "Lo specchio dei tempi" di Andrea Pazienza

P.A. tratto da Ranxerox di Stefano Tamburini e Tonino Liberatore

Piano medio (P.M.) 


 
P.M. tratto da Hector Umbra di Uli Oesterle, la figura è tagliata ll'altezza della vita
 

P.M. tratto da "Tutto ricominciò con un'estate indiana" di Hugo Pratt e Milo Manara
P.M. tratto da Blacksad - Somewhere within the shadows di Canales e Guarnido

P.M. tratto da Dei di Alex Crippa ed Emanuele Tenderini

Mezzo busto (M.B.)


M.B. tratto da tratto da Hector Umbra di Uli Oesterle, la figura è tagliata all'altezza del petto
M.B. tratto da Blacksad - Somewhere within the shadows di Canales e Guarnido

Bozzetto per M.B. tratto da Ranxerox


M.B. tratto da Topolino "Paperinink e il fantasma fantatronico" disegni di Roberto Vian


Primo piano (P.P.)




P.P. tratti da da Blacksad - Somewhere within the shadows di Canales e Guarnido




P.P. tratti da Blueberry di Jean Giraud

 
P.P. tratto da Zanardi di Andrea Pazienza

 Primissimo piano (P.P.P.)



P.P.P. tratto da Lo specchio dei tempi di Andrea Pazienza

P.P.P. tratti da Arctic - Nation di Canales e Guarnido

P.P.P. tratto da Una storia di Gipi


 Dettaglio (DETT): Il dettaglio è un particolare di una parte del volto o del corpo o un oggetto o un particolare di un oggetto.





DETT tratti da Blacksad - Somewhere within the shadows di Canales e Guarnido




Sequenza di vignette tratta da Hector Umbra di Uli Oesterle, P.P. - DETT., M.B. e DETT.


venerdì 7 novembre 2014

STORYBOARD, MUOVERE I PERSONAGGI NELL'AMBIENTE MANTENENDO LE PROPORZIONI

Di seguito alcuni accorgimenti sulle prospettive. Tali accorgimenti sono funzionali a muovere i personaggi e gli oggetti all'interno di un ambiente mantenendo i le grandezze e le proporzioni in modo coerente.



Il primo "accorgimento" presenta un segmento verticale AB, immaginiamo che tale segmento rappresenti un tondino d'acciaio collocato in uno spazio ampio (il punto A è il punto che giace sul pavimento). La macchina da presa è abbastanza alta e quindi il tondino d'acciaio è inquadrato dall'alto.





Volendo muovere il tondino nel punto del suolo D, per mantenere la coerenza nelle dimensioni si può procedere in questo modo:








Di seguito un esempio con la figura umana.


Il punto di fuga in questo caso è stato preso arbitrariamente





 Con lo stesso criterio:



quattro rettangoli raffigurati in una prospettiva centrale

troviamo il centro dei rettangoli

facendo passare una retta da uno spigolo alla metà del lato parallelo e facendo incontrare la retta con la fuga troviamo la larghezza del rettangolo stesso, duplicato e più distante verso l'orizzonte

tale metodo si può applicare anche per figure tridimensionali e in generale è un ottimo riferimento




mercoledì 5 novembre 2014

STORYBOARD, IL TOTALE

Spesso un campo lungo o un campo medio è un totale.
Il totale prescinde dalla distanza della macchina da presa rispetto allo scenario e dal rapporto tra le figure, gli oggetti e lo spazio.
Il totale ha uno scopo informativo: rappresenta l'ambiente e tutti i personaggi di una sequenza, fornendo al fruitore del racconto tutti gli elementi per capire dove e da chi viene svolta l'azione.
Premesso che l'inquadratura è la l'unita fondamentale della costruzione dello storyboard, l'insieme di più inquadrature compongono la scena (la sequenza di inquadrature).

Di seguito un tipico esempio di utilizzo del totale a scopo informativo (il totale in apertura di sequenza).


scena tratta dal film Breve incontro di David Lean

Nella sequenza i due protagonisti che vivono una passione extraconiugale, confessano il loro amore reciproco nel bar della stazione.

I due protagonisti quindi: 
- entrano nel bar (totale dell'interno del bar della stazione), 
- attraversano il locale per sedersi (piano medio/piano a due)  
- stacco (non si vedrà più il bar)
- paini stretti per il dialogo tra i due (primi piani alternati)

In questo caso il totale svolge pienamente la sua funzione informativa perché lo spettatore avrà fissato nella mente il luogo dove si svolge l'azione per tutta la sequenza.


Totale - piano a due - primi piani: una tecnica di regia e montaggio molto classica

Un po' di considerazioni sulla realizzazione delle inquadrature in qualità di vignette dello storyboard:


Come visto nei post precedenti, una buona abitudine può essere quella di ricordarsi dell'esistenza della "regola dei terzi".



Un'altra pratica molto interessante di cui ricordarsi è quella di verificare il senso di lettura tra le vignette, in modo che la sequenza mantenga una certa coerenza



Questa pratica mi è stata suggerita dal maestro Roberto Vian, artista e disegnatore della Disney Italia che ho avuto modo di conoscere quando ho frequentato la scuola del fumetto Venezia comics


Analizziamo adesso le prime due inquadrature, cercando di mantenere la maggior coerenza tra le figure gli oggetti e l'ambiente dal punto di vista delle prospettive e e dei rapporti dimensionali.


l'inquadratura, un totale in C.M., presenta una linea dell'orizzonte abbastanza alto, più o meno all'altezza dele spalle dei protagonisti

la costruzione della figura è molto utile per trovare la proporzione tra le figure nel modo più coerente possibile

un esercizio per far muovere una linea o una figura in un ambiente in modo che venga mantenuta la proporzione sulla base delle linee di fuga

nel piano a due è molto importante tenere in considerazione la linea degli occhi dei personaggi. Nella ricostruzione di questa vignetta c'è troppa distanza tra le mani e i volti dei personaggi, quindi il risultato è meno coinvolgente rispetto al disegno analizzato. Una buona regola è fare e rifare la stessa inquadratura più e più volte.